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Yohji Yamamoto: una retrospettiva al Victoria Albert Museum

Yohji Yamamoto è uno di quei stilisti difficile da catalogare, da porre in una precisa casella estetica. Tutto è fuori dagli schemi nella vita e nel lavoro del couturier giapponese. A cui tale sostantivo ben si conviene vista la sua grande attenzione per i tessuti, per il loro taglio, per la loro realizzazione, per la loro scelta. Yamamoto non ha mai voluto seguire i trend, le tendenze di stagione o cercare la fama immediata che poi presto scompare e si estingue. Fin dal suo arrivo a Parigi, tuttavia, gli è stata riconosciuta dagli adetti ai lavori e dal grande pubblico una capacità di innovare e di sovvertire alcuni canoni estetici così in voga nel nostro tempo.

Foto Collezione Uomo P/E 2011 Yohji Yamamoto

Per tale sua inconfondibile sensibilità gli viene dedicata una retrospettiva al Victoria Albert Museum di Londra. Una mostra composta da abiti femminili ma per la prima volta anche da capi maschili, per cui l’artista giapponese ha sempre mostrato una certa riluttanza ma proprio a tale rifiuto di dare vita ad un estetica mascolina eccessivamente trendy, fashionable ha invece realizzato un nuovo concetto di uomo. Senza cravatta, autoironico, dall’outfit mai compassato ma sempre relaxed e forse per questo ancor più virile di tanti abiti di stilisti che invece avvolgono il corpo maschile rendendolo eccessivamente femmineo.

Ma l'esposizione è anche un excursus nella trentennale carriera di Yamamoto in cui si racconta la sua arte con installazioni audiovisive che mettono in luce il desiderio dello stilista di Tokyo di non cadere nella trappola della contemporaneità a tutti i costi e soprattutto la volontà di non accontentarsi nel seguire il gusto e l’omologazione imperante. Una retrospettiva a tutto tondo che è anche una cronaca di un anti-stile sempre invece attuale e contraddistinto dalla ricerca della perfezione/imperfezione

foto: vam.ac.uk

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