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Tatuaggio si, tatuaggio no?

La parola 'tatuaggio' deriva dal polinesiano tatau e indica sia una tecnica di decorazione pittorica corporale dell'uomo, sia la decorazione prodotta con tale tecnica. Questo ornamento, proprio per come viene eseguito, è definitivo, anche se in tempi moderni sono state inventate tecniche per realizzarne di temporanei o per rimuovere quelli vecchi. Solitamente la tecnica consiste nell'incidere la pelle ritardandone la cicatrizzazione con sostanze particolari o nell'eseguire punture con l'introduzione di sostanze coloranti nelle ferite.

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In antichità, presso moltissime culture, il tatuaggio aveva importanti significati; a seconda degli ambiti, ha potuto rappresentare sia una sorta di carta d'identità dell'individuo, che un rito di passaggio, ad esempio, all'età adulta. La forma più conosciuta è sicuramente quella ad ago, attraverso cui, tramite quest’ultimo, s'introduce dell’inchiostro nella pelle, che va a formare un disegno. Tatuaggio si tatuaggio no? Quante volte vi sarete posti questa domanda. E avete fatto bene. Eseguire un disegno indelebile sulla propria epidermide non è cosa da poco. La decisione va ben ponderata. Considerate, appunto, che il disegno vi accompagnerà per il resto della vita. È vero, però, che esistono trattamenti di rimozione.

Quello più diffuso è di tipo chirurgico, e il laser rappresenta sicuramente il procedimento più efficace. Potete, altrimenti, orientarvi verso la dermoabrasione o la crioterapia. I costi di eliminazione sono elevati e un’alternativa valida potrebbe essere la sovrapposizione di un nuovo grafismo a quello ormai vecchio e indesiderato. Ricordate che, con il passare del tempo, i tatuaggi si possono schiarire e, con la perdita di elasticità nei tessuti, il disegno perfetto che avevate in gioventù, potrebbe sembrare uno scarabocchio. Evitate, quindi, forme estremamente piccole. Passiamo ad argomenti più seri. Generalmente, i tatuaggi non provocano effetti collaterali, raramente si possono verificare allergie alle sostante utilizzate.

In virtù di questo è, quindi, preferibile rivolgersi ad esperti del settore che operino in ambienti adatti, in condizioni igieniche ottimali ed utilizzino strumentazione monouso e sterile, dal momento che in caso contrario esiste il rischio concreto di contrarre infezioni anche molto gravi, fra cui l'epatite B e C, il tetano, l'AIDS la lebbra e quelle cutanee da stafilococco. Una volta effettuato il tatuaggio, dovrete applicare un bendaggio da rimuoversi dopo 1-3 ore per sciacquare (possibilmente con sapone neutro) ed eliminare il colore in eccesso.

Da quel momento si consiglia di far prendere aria al tatuaggio e di coprirlo più volte al giorno con un velo di pomata lenitiva e protettiva (Bepanthenol, oppure è recentemente provato che il BIAFIN o BIAFINE permette di ottenere risultati migliori sulla cura della pelle tatuata). Il tatuaggio deve essere lavato quotidianamente e guarisce completamente in 20-30 giorni. Durante la prima settimana è raccomandata generalmente l'astensione dall'esporsi ai raggi solari, dal praticare bagni in piscine pubbliche o in mare e dal rimuovere eventuali crosticine che possono venire a formarsi. Dunque, se dopo questi consigli, il desiderio di fare un tatuatggio è ancora presente, date libero sfogo alla vostra fantasia.


(© LaPresse)

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