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Roberto Cavalli contro Armani, Dolce e Gabbana e la Camera della Moda

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Tra pochi giorni inizierà la settimana della moda milanese dove verranno presentate le collezioni della Primavera Estate 2013 e come ogni anno non mancano le polemiche da parte degli stilisti per il calendario sfilate. Questa volta è Roberto Cavalli a sfogarsi sul suo blog in un post scritto di suo pugno sulla situazione della moda italiana durante gli eventi della fashion week. Cavalli essenzialmente lamenta una mancanza di tutela da parte della Camera Italiana degli interessi di tutti gli stilisti, salvaguardandone, anzi quelli di altri o comunque lasciando libero arbitrio senza battere ciglio, in particolare lo stilista fiorentino cita il "reuccio" Giorgio Armani, reo di aver spostato la sua sfilata che invece sarebbe dovuta andare in scena lunedì, nel giorno di chiusura, assieme alla sua, proprio per far sì che i giornalisti più importanti non andassero via prima.

Milano Moda Uomo, Roberto Cavalli Autunno Inverno 2012 2013

Una situazione, questa che sembra perpetrarsi già da tempo a danno degli stilisti più piccoli che verrebbero scavallati da quelli più famosi, a quanto dice Cavalli: "La Camera della Moda Italiana oggi si occupa esclusivamente di stabilire date e orari delle sfilate, due volte l’anno. La Maison Cavalli è socio della Camera della Moda da sempre. Armani, credo sia socio, ma ogni sua scelta è un ordine! Dolce e Gabbana non sono soci ma se ne fregano di tutto e tutti, fanno i loro interessi come se fosse l’unica Maison italiana. Altre case importanti sono di proprietà francese, e quindi, noi italiani come sempre stendiamo tappeti rossi agli stranieri! La Camera Nazionale della Moda Italiana favorisce quindi i grandi lasciando ai piccoli quello che resta!". E dopo aggiunge: "Dove lo vogliamo inserire Cavalli? Fra i grandi o fra i piccoli? Dipende dal momento! Le sfilate incominciano il mercoledì e finiscono il lunedì. La Maison Cavalli ha sempre sfilato per vari anni la domenica con la prima linea e il venerdì con Just Cavalli, fino a quando i due “signorini” hanno deciso di cambiare il loro orario e sovrapporsi alle nostre sfilate. MALEDUCAZIONE PROFESSIONALE, ma il loro comportamento non è nuovo e certe decisioni sono pura prevaricazione! ".

Come al solito la Camera Nazionale della Moda se ne lava le mani, non può opporsi ai desideri del “Reuccio” Armani e quindi i problemi sono solo miei! Che cosa faccio? Resto l’ultimo giorno, correndo il rischio che alcuni giornalisti stranieri snobbino la mia sfilata o mi sovrappongo a qualche pesce più piccolo, Maison meno importante, comportandomi come gli altri miei colleghi? Naturalmente la camera non da nessun suggerimento e consiglio, dimostrando che le decine di migliaia di Euro che paghiamo ogni anno d’iscrizione sono spese inutili! Basta con questi sistemi! Perché solo in Italia deve esistere quest’assurda arroganza dei più grandi a scapito dei più piccoli? La moda è un patrimonio dell’economia della nazione e deve essere salvaguardata e sostenuta da leggi adeguate e da un ente in grado di far valere le regole!

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