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Pitti Uomo 2012, sfila la moda anti crisi: "Don't spread panic"

  • ansa

Chi ha paura della crisi? Di certo non Pitti Uomo 2012, che accoglie addetti ai lavori e visitatori nella Fortezza da Basso con una vetrina dove campeggia la maglietta 'Don't spread panic' realizzata dalla fashion designer Aida Barni per la griffe Annapurna.

'Non diffondere il panico' diventa dunque il leit motiv dell'ottantaduesima edizione della kermesse fiorentina, che si propone di risollevare le sorti del Belpaese sdrammatizzando e promuovendo in grande stile il meglio del made in Italy che, oggi come sempre, rappresenta un gusto e un modo di vestire amato in tutto il mondo.

E i dati diffusi da Sistema Moda Italia (SMI) danno ragione agli organizzatori, dal momento che, dopo la battuta d'arresto del bienno 2008-2009, l'indotto del fashion ha registrato un'inversione di tendenza, con un 2011 di crescita. A ridare fiato agli oltre 1.059 brand presenti all'appuntamento estivo di Pitti Uomo sono soprattutto i compratori stranieri, rappresentati in gran parte da Hong Kong (+42.6%), Cina (+72.5%), Giappone (+23.7%) e Usa (+21.3%).

Ma neppure l'Europa resta alla finestra, con Francia (+7.3%) e Germania (+5.1%) che insieme garantiscono al Belpaese un fatturato di 1.1 miliardi di euro, ma più di tutto con la Russia, che con il suo +15.3% conferma che il futuro del made in Italy è nelle mani dei cosiddetti Paesi emergenti della Top 15.

La ricetta del successo? Come ben dimostra l'assortito parterre di Pitti Uomo, sta nel mix tra tradizione e innovazione che, ogni anno, stilisti di fama internazionale e giovani promesse della moda offrono ai buyer e ai fashion addicted.

La mostra-evento alla Stazione Leopolda per festeggiare i 30 anni di storia e sperimentazione tessile di Stone Island, la presentazione della prima linea di calzature da uomo di Giuseppe Zanotti, Giuseppe Homme, il lancio della collezione di scarpe premium for him di Cesare Paciotti, la premiazione del concorso dedicato ai nuovi talenti 'Who is On Next?' (che quest'anno ha visto trionfare Erїk Bjerkesjö), la sfilata al Velodromo delle Cascine del giovane stilista francese Guillaume Henry di Carven, dimostrano infatti che il settore della moda è vivo, vitale e pronto a confrontarsi e a rinnovarsi per rimanere tale. Un esempio al quale, forse, tutto il comparto produttivo italiano - e non solo - dovrebbe ispirarsi per uscire dalla recessione.

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