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Paris Fashion Week: Miu Miu by Prada

'Questa è una collezione contro la nostalgia. La moda, e il mondo in generale, devono confrontarsi col presente e magari anche con quello che succederà. Dal canto mio, ho voluto indagare l'ossessione contemporanea di apparire, come se l'orizzonte degli eventi di una donna fosse un'audizione continua' così parla Miuccia Prada poco prima della sfilata che porta in passerella a Parigi la sua nuova collezione primavera estate 2011 di Miu Miu, una linea giovane che sembra cresciuta e che questa volta, dunque, si rivolge ad un pubblico più maturo.

Le foto della sfilata primavera estate 2011 di Miu Miu

L'ossessione di diventare famosi. Una star, come quelle che si stagliano a contrasto sugli abiti di questa collezione, come i lampi fluo che rimandano a quegli attimi di celebrità, magari piccoli, brevi, ma per molti decisamente abbaglianti. Il punto di partenza della riflessione quanto mai attuale di Miu Miu è proprio questo e si sostanzia in una serie di outfit oltremodo appariscenti, resi tali dall'innesto di flash colorati e intarsi di tessuti plissettati in abiti dai tagli nemmeno troppo eccentrici.

Maxi orchidee si stagliano vestiti e giacconi che sembrano bomber squadrati dalle spalle scese, rendendoli ancora più vistosi, se già non bastesse la pelle verniciata d'argento di cui sono fatti. Come Karl Lagerfeld per Chanel e Marc Jacobs per Louis Vuitton, anche Miuccia Prada con la sua linea Miu Miu non segue, evidentemente, il trend minimalista imperante, dando vita insieme ai 'grandi di Parigi' ad una sorta di contro-tendenza deluxe. Che per lei, non sia mai dimenticato, ha comunque un valore provocatorio e polemico, come si evince dalle sue dichiarazioni.

'Il fatto è che non credo negli intellettuali che si ritirano dal mondo perché tutto li schifa. Noi come civiltà, come Europa e anche come industria abbiamo il compito di buttarci nella realtà, di affrontare il presente. E dobbiamo imparare a produrre idee forti e chiare. Se non si è capaci di tradurre il pensiero in fatto, il problema non è di chi non lo capisce, ma di chi non sa spiegarlo. Nella moda, la bellezza va resa accessibile, facile, interpretabile anche da chi non ha gli strumenti per capire tutto il lavoro che ci sta dietro. Dovrebbe essere così anche nella politica, nelle idee, nella cultura. Non credete?'

 (foto © LaPresse)

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