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Nike, t-shirt 'Boston massacre' ritirata dai negozi dopo le proteste dei cittadini USA

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Forse è solo sfortuna o forse Nike farebbe meglio a rivedere la propria divisione marketing: dopo aver dovuto ritirare a febbraio lo spot con Oscar Pistorious in cui il corridore - accusato dell'omicidio della fidanzata Reeva Steenkamp - dichiarava di essere "una pallottola in canna", in questi giorni il colosso dell'abbigliamento sportivo ha dovuto in fretta e furia far sparire dai negozi una sua t-shirt con la scritta Boston massacre.

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A quanto pare, i vertici della società si erano 'dimenticati' di avere in commercio detta maglietta e solo quando sono stati sommersi di mail e telefonate di protesta da parte di milioni di americani, increduli e inferociti per la totale mancanza di tatto dell'azienda dopo gli attentati alla Maratona di Boston, hanno provveduto a ritirare la t-shirt incriminata da store e grandi magazzini.

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Sui media e in rete la vicenda ha avuto grande risonanza e la disattenzione di Nike è stata bollata come un epocale epic fail, ma vero è che l'azienda non brilla certo in buongusto (oltre che buonsenso) e politically correct. Le magliette con la scritta Boston massacre, infatti, sono state realizzate per 'celebrare' le due vittoria durante i playoff del 1978 e del 2006 dei New York Yankees sui Red Sox (la squadra di baseball di Boston), conosciute tra gli appassionati come il primo e il secondo massacro di Boston, ma con la stessa dicitura è indicato anche un sanguinoso fatto della storia d'America.

Il 5 marzo 1770, infatti, a seguito della sempre maggiore insofferenza dei coloni nei confronti dell'Inghilterra, a Boston si verificarono dei tumulti che portarono all'uccisione di 5 civili disarmati da parte dei soldati di sua maestà. Un fatto che secondo gli analisti è stata in pratica la scintilla che cinque anni dopo ha portato alla guerra d'indipendenza e che si concluse con la condanna per omicidio dei presunti sparatori e dei loro fiancheggiatori.

Il riferimento goliardico della scritta delle t-shirt ai fatti della Major League sembra dunque fuori luogo ancor prima che per la triste e inimmaginabile coincidenza con il 'massacro di Boston' dei due fratelli terroristi ceceni, Tamerlan e Dzhokhar Tsarnaev. E per questo, forse, Nike dovrebbe ripensare un momento alla sua strategia di comunicazione...

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