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Milano Moda Uomo: Neil Barrett, Dsquared2 e Gazzarrini

L’ultima giornata dedicata alle collezioni maschili per il prossimo autunno – inverno si è aperta con la sfilata di Dsquared2, un omaggio ai pionieri che, a metà dell’Ottocento, colonizzarono il territorio degli Stati Uniti d’America in condizioni ostili, valicando montagne ghiacciate trainati dal bestiame. Via libera, dunque, a linee comode e over che aumentano la libertà di movimento e il comfort, ma anche tanti strati sovrapposti per ripararsi dalle temperature rigide.

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La maglia ritorna sulla scena, come spesso è accaduto in questi giorni, accompagnata da panno, pelle lavata e shearling per i capospalla. Mood da biker e in lana per gli inediti pantaloni. Il richiamo all'abbigliamento degli antichi colonizzatori si avverte fortemente nei 'chinos' e nelle salopette in cotone stone washed. I grembiuli, dal collo stondato, in garza o popeline, sono indossati come camicie e gilet, e la maglieria, portata con le bretelle, ha l’abbottonatura serafino.

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Immancabile il jeans, ma con lavaggi nuovi come il dark wash effetto vintage su cui sono applicate toppe in velluto e, novità assoluta, il denim di lana per giacche e pantaloni, che toccano scarponi trattati effetto used. I colori? I soliti noti, bianco e nero, gli intermedi beige e grigio melange, e blu scuro. Spazio anche alle fantasie: torna il classico check Dsquared2, alternato a righe e trame jacquard. La passerella di Gazzarrini è stata calcata da 'forme', che hanno ripercorso metaforicamente il viaggio che nobili famiglie sciite intrapresero per invadere l’Europa, 200 anni prima della nascita di Cristo.

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Una migrazione verso le terre della Siberia, compiuto con l’ausilio di carri trainati da cavalli su cui c’erano donne, bambini, tesori e ricchezze. Quest’essenza primitiva, epica si respira sulla passerella pervasa da corpi che si spostano fluidamente entro uno spazio lineare, per spiegare il significato della collezione: ri-partire dalla purezza delle forme per costruire un’architettura di linee nuove, per dare senso al linguaggio del corpo attraverso la perfezione delle costruzioni sartoriali. Lo spettacolo ha scardinato i paradigmi della moda maschile per poter progettare architetture sul corpo, componendo pezzi di alta sartorialità riletti secondo la cifra stilistica del brand.

La sfilata è metafora contemporanea di una migrazione eroica, con moderni principi nomadi che indossano tessuti animati da elementi di arte contemporanea e composizioni geometriche in un continuum tra presente e futuro. L’essenzialità è ben resa anche dai colori, tipici di Gazzarrini: il grigio, il bianco, il fango, il navy e un azzardo di senape.

Innovativo e in controtendenza Neil Barrett, che fa sfilare anche una selezione di creazioni dedicate alla donna: 'Questo anticipo della collezione femminile accanto alle proposte dedicate a lui – afferma il designer - è un passo importante, che andava fatto: uomini e donne convivono e condividono, ed è giusto che le proposte dedicate ad entrambi i sessi possano essere presentate insieme e non a distanza di oltre un mese come avviene adesso'. Un mix sostenuto anche dai materiali utilizzati da Barrett per la sua collezione Scuba, in cui textures diverse si combinano con pelle, neoprene, shearling, lane compatte stretch e pelliccia.


(©Lapresse)

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