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Milano Moda Uomo: Bikkembergs, Gucci, Iceberg e John Richmond

Dirk Bikkembergs ha aperto il sipario sul terzo e penultimo giorno della fashion week meneghina nel nome del canottaggio. Per una volta il calcio viene messo da parte in favore del più nobile sport a remi, questa è la decisione presa dallo stilista belga, che nutre un forte sentimento nei confronti dell'Italia. Moderne imbarcazioni che, come il designer dichiara 'sembrano delle Ferrari', costellano la passerella sulla quale hanno sfilato creazioni senza maniche, comode perché i canottieri devono avere libertà di movimento. Ogni pezzo è stato disegnato perfettamente, ma poi, proprio per ragioni di comfort, è stato allargato di due taglie. Un dettaglio che, durante il defilè, tra giacche nere slim, pantaloni asciutti, giacconi in jersey, scialli over e la maglieria, è passato inosservato.

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Grande successo per Gucci, che proprio in questi giorni festeggia il 90simo anniversario, e l’art director Frida Giannini coglie l’occasione per ridefinire il concetto di dandy, un personaggio che mixa vanità e tradizione:'Ho compiuto un percorso nel mondo heritage di Gucci da più punti di vista. Ho recuperato elementi del Dna, riferimenti agli anni '70 e soprattutto quello spirito intrigante di vestire iconic men'. Pantaloni con pinces e cintura in tessuto aperti sul fondo sfiorano stivaletti e mocassini con nappina; casul chic gli spezzati da indossare con girocollo in cachemire o pull in angora.

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Per le giacche si punta sul taglio sartoriale con impunture tono su tono e revers, sdrammatizzate da pochette rigate e cravatte dai motivi geometrici. Lo smoking, sempre di moda, è concepito con cravatta nera e camicie con plastron a plissè obliqui e nuance scure. Estrema cura nella scelta di tessuti nobili come gabardine, velluto, flanelle, cachemire e check spezzati da pellami pregiati e pellicce: castoro epilato per il trench, cavallino e lapin naturale a pelo lungo per caban, shearling per l’interno del cappotto over e mongolia intrecciata per un coat leggero.

Negli accessori debutta la versione maschile della Bamboo Bag, dal manico annerito e in formato da viaggio; resistono i classici porta camicie e porta scarpe rivisitati sottoforma di shopper e weekender con fibbia e lucchetto. Le due G, iniziali di Guccio Gucci, storico fondatore, suggeriscono un inedito ed esclusivo servizio di personalizzazione della borsa con le proprie iniziali e disponibile solamente presso le Boutique Gucci.

Prendere dal passato per proiettarsi nel futuro: è questa la filosofia di partenza della collezione autunno – inverno 2011/2012 firmata da Paolo Gerani, direttore creativo Iceberg. L’ispirazione arriva dai gaucho che, stanchi delle praterie, preferiscono perdersi nelle immense metropoli in sella a moderne biciclette: Berlino, Tokio e New York sono le mete prescelte. Il poncho in maglia, ormai diventato giacca, cappotto di cachemire, caban è d’ispirazione british e domina la passerella. La palette di colori contempla il marrone, cammello, grigio-nero, borseaux, azzurro, verde, accontentando davvero tutti.

John Richmond, come da tradizione, ha presentato la nuova collezione presso i Giardini di Porta Venezia, nel cuore di Milano, mandando in passerella anche tre modelli italiani: Andrea Preti, Federico Cola e Antonio Catalani. Saverio Moschillo, imprenditore irpino alla guida del marchio, è, infatti, un convinto sostenitore del made in Italy, anzi, per l’occasione, del 'men in Italy'. In un'atmosfera post-punk, a metà strada tra una Manchester dark e 1984, la pellicola di George Orwell, il contrasto per eccellenza bianco-nero è padrone della scena, concedendo qualche spazio anche al grigio.

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Vincono gli opposti anche per quanto riguarda i tessuti, ecco, dunque, la pelle con il nylon, pelliccia e tessuto tecnico, velluto e nappa, stile militare unito al lusso. 'L'uomo vuole vestire unendo- spiega Saverio Moschillo - mette insieme più cose, più marchi in un mix di prodotti.' I tessuti, comaschi e biellesi, dimostrano l'alta qualità della materia made in Italy, utilizzati per concepire capi unici, spesso destrutturati, eleganti e anche rock. I punti di riferimento? David Bowie, l'inquietante rocker Marylin Manson e il pensatore dei Joy Division, Ian Curtis.


(©LaPresse)

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