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Le mode maschili più imbarazzanti dagli anni Settanta in poi, dal tie-dye alla salopette

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Gli uomini ci hanno aiutato negli anni ad ogni tipo di moda improponibile: sono così tanti i trend uomo da ricordare, anzi da dimenticare, che facciamo fatica ad elencarli. Una ricerca realizzata eBay ed Esquire Magazine, però, ha tolto un po' di polvere, rammentandoci quali sono state le mode maschili peggiori degli ultimi 40 anni.

Il primo in classifica tra i più imbarazzanti è semnza dubbio il mullet haircut, un taglio di capelli tremendamente in voga negli anni Ottanta (il periodo più buio del secolo in fatto di moda), corto davanti e sui lati e lungo dietro. Inaugurato da David Bowie già negli anni Settanta, è in assoluto la moda maschile eighties che vogliamo dimenticare più in fretta, complice Andre Agassi che lo ha sfoggiato con orgoglio per tutta la prima parte della sua carriera.

Se il mullet è in assoluto il trend maschile più imbarazzante di sempre, non è senza dubbio l'unico. Negli anni Ottanta, che si sono rivelati una vera e propria fucina di orrori di stile, ricordiamo anche altri due pezzi irrinunciabili, che ahimé, sono tornati di moda anche nelle ultie stagioni moda. Il giubbotto di jeans, il mitico Levi Type 3, abbinato ai pantaloni acqua in casa, che dovevano arrivare rigorosamente sopra le caviglie per mostrare le sneakers in tutto il loro spelndore.

Tornando indietro di dieci anni, precisamente agli anni Settanta, la moda più imbarazzante che potevamo trovare in ogni guardaroba maschile era sicuramente il tie-dye, nominato dalla ricerca il trend da dimenticare più in fretta di quel decennio. Facile da realizzare in casa e psichedelico, il motivo a spirale super fluo ha ispirato intere generazioni di hippie e presunti tali, che lo sfoggiavano su camicie e t-shirt.

Anche avvicinandoci ai giorni d'oggi, per la precisione agli anni Novanta, non possiamo certo dire che la moda sia migliorata. Gli anni del principe di Bel Air e dei gruppi grunge ci hanno portato pantaloni cargo, con tasche disponibili su ogni lato della gamba, ma soprattutto l'indimenticabile salopette di jeans, che gli uomini indossavano con disinvoltura e un pizzico di orgoglio.

E gli anni 2000, cosa ci hanno lasciato? I capelli a punta, irrinunciabili per tutti i primi anni del nuovo millennio, quando dovevano essere a prova di casco; i pantaloni portati sotto la riga delle mutande, che rimangono ad oggi un orrore da estirpare; un inquietante ritorno ai capelli biondi ossigenati, a cui seguì l'ingresso dei metrosexual tra gli uomini più desiderati del momento.

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Oggi i maschi depilati e i capelli a spazzola hanno lasciato spazio ai lumbersexual, uomini “rudi” con tanta barba, sguardo truce e camicia in flanella (ancora). Quanto tempo dovrà trascorrere prima che anche loro diventino passato, pronti quindi a sembrarci più sexy che ridicoli?

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