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John Galliano chiede scusa, ma nega le accuse

Arrivano le scuse dello stilista britannico John Galliano. Dopo gli insulti antisemiti e razzisti, in seguito ai quali la maison Christian Dior ha deciso di licenziarlo, Galliano ha detto: 'Mi scuso per il mio comportamento'. Un comportamento che, negli ultimi giorni, è finito sulle pagine di tutti i giornali. Prima per gli insulti rivolti a una coppia in un locale parigino (leggi la notizia), poi per il video pubblicato dal tabloid britannico The Sun (leggi la notizia e guarda il video).

Le immagini dell'arrivo di John Galliano alla centrale di polizia

All'indomani della decisione della casa di moda francese di mandare a casa il suo direttore creativo, Galliano ha rilasciato una dichiarazione ufficiale. Lo stilista britannico ha affermato: 'Non avevo ancora commentato ciò che è accaduto giovedì scorso su indicazioni del mio avvocato, ma vista la lentezza con cui sta procedendo l'inchiesta, vorrei chiarire la mia posizione. Nego tutte le accuse che mi sono state rivolte e ho collaborato appieno con la polizia'.

Galliano ha poi spiegato: 'Ci sono diversi testimoni che hanno spiegato come io sia stato oggetto di provocazioni e maltrattamenti verbali e che un individuo ha cercato di colpirmi con una sedia dopo aver mosso pesanti obiezioni al mio aspetto. Per questo motivo, ho sporto denuncia per diffamazione e minacce contro la mia persona'. E ancora: 'Sono pienamente consapevole che le accuse che mi sono state rivolte hanno grandemente scioccato e alterato molte persone. Mi assumo tutte le mie responsabilità per tutte quelle circostanze in cui mi sono trovato e dove mi sono lasciato vedere in atteggiamenti che mi hanno messo in pessima luce'.

Nel tentativo di riportare tutto alla normalità, lo stilista britannico ha quindi chiesto scusa e si è preso le sue responsabilità. 'Sono l'unico responsabile di questa situazione - ha detto Galliano - so di dover accettare i miei sbagli e di dovermi impegnare a fondo per ottenere la comprensione e la compassione della gente'. Galliano si è poi impegnato a cercare aiuto per poter superare questo momento di difficoltà personali che lo hanno portato a 'questi accadimenti' e per provare ad ottenere il 'perdono da parte del mondo'. Lo stilista ha, infine, detto: 'Ho lottato per tutta la vita contro i pregiudizi e le discriminazioni e tutto il mio lavoro ho cercato di creare unione tra tutte le razze, i credo, le religioni e gli orientamenti sessuali differenti'.

Insomma, Galliano ha chiesto scusa, ma ha negato tutte le accuse che gli sono state rivolte. Chissà se questo basterà alla maison Dior. Forse è troppo poco e forse è troppo tardi. Sembra, infatti, che la casa di moda francese abbia deciso di licenziarlo senza concedergli un periodo di sospensione proprio perché Galliano si rifiutava di chiedere scusa. Almeno secondo quanto si apprende in ambienti vicini alla maison francese.

Dalla moda al tribunale. Nel secondo trimestre del 2011 Galliano dovrà comparire davanti al tribunale di Parigi per 'ingiurie razziali'. Lo stilista britannico rischia fino a sei mesi di detenzione e 22.500 euro di multa.

 (foto © LaPresse)

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