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Jeremy Scott per Adidas: polemica sulle scarpe con la catena

  • Adidas-Facebook

La filosofia del provocare e stupire a ogni costo non sempre paga, anzi: in certi casi può trasformarsi in una vera e propria débâcle in termini di gradimento e profitti. Lo sa bene Adidas, che dopo avere lanciato sulla propria pagina Facebook, lo scorso 14 giugno, il nuovo modello JS Roundhouse Mid, creato dal fashion designer USA Jeremy Scott, è stata travolta da una valanga di post: di 'accesa' condanna nei casi migliori e di insulti senza mezzi termini in tutti gli altri.

A scatenare il popolo della rete, la scelta di Scott di aggiornare le classiche Roundhouse High Top con un paio di manette in plastica gialla - agganciate con una catenella a ciascuna scarpa - da 'indossare' intorno alla caviglia, proprio come i ceppi ai piedi degli schiavi un tempo e le cavigliere costrittive che ancora oggi sono utilizzate in America per i detenuti.

Una scelta che gli internauti hanno bocciato senza mezzi termini, giudicando il progetto "offensivo" e "ignorante" e affermando che con la sua linea di "slavewear" (abbigliamento da schiavo), l'azienda ha "toccato il fondo". "E' offensivo e inappropriato in qualunque modo lo si voglia vedere", scrive Kay Tee sulla pagina Facebook di Adidas: "come si sentirebbe un ebreo se (i designer di Adidas) decidessero di mettere una svastica sulle loro scarpe e tentassero di dire che è tutto ok, in nome del fashion?".

Un'immagine forte e senza mezzi termini, ma che esprime il sentimento condiviso dalla maggior parte degli utenti: rabbia, disgusto e anche preoccupazione per una provocazione che non ha nulla di divertente e che, anzi, riapre una ferita recente della storia americana, mai completamente sanata. Come commenta un anonimo: "per favore, ditemi che si tratta di un falso. Non sto veramente sentendo parlare di un modello Adidas Amistad Originals", facendo riferimento alla goletta negriera Amistad, teatro nel 1839 dell'ammutinamento degli schiavi guidati da Sengbe Pieh.

A fronte di una simile polemica e con quasi 4 mila commenti al post delle Roundhouse Mid 'Handcuffs' sulla propria pagina Facebook, Adidas non ha potuto fare altro che diramare un comunicato stampa in cui ribadisce di non avere mai voluto, in alcun modo, oltraggiare la memoria degli schiavi, nè essere razzista, ribadendo che "il modello JS Roundhouse Mid non ha nulla a che vedere con la schiavitù e che il designer, rinomato per il suo stile eccentrico e spensierato, ha ideato da sempre per il gruppo scarpe divertenti, come quelle con la testa di un panda e Mickey Mouse".

Basterà? Per ora è impossibile prevedere quali ripercussioni avrà sull'azienda lo scivolone fatto con la linea 'slavewear', ma di certo c'è che la limited edition di Jeremy Scott - che avrebbe dovuto uscire il 12 agosto, al ragguardevole costo di 350 dollari al paio, circa 276 euro - non arriverà mai nei negozi, dal momento che Adidas ha scelto di non commercializzarla.

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