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India, apre il negozio Hitler: sdegno della comunità ebraica

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Business is business, ma ci si può davvero spingere fino a chiamare un negozio di abbigliamento da uomo Hitler - con tanto di svastica sul puntino della 'i' - per avere l'attenzione dei media e vendere di più? Perché alla fine, la trovata di due imprenditori indiani della cittadina di Achmedabad, nella provincia del Gujarat, sembra proprio una cinica operazione di marketing, a meno di non voler credere alle spiegazioni di uno dei soci, Rajesh Shah, che al Times of India ha dichiarato: "Francamente, fino al momento in cui abbiamo chiesto i permessi per il marchio, avevo solo sentito che Hitler era un uomo duro. E' stato dopo che ho letto di lui su internet".

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Ma se anche così fosse, ovvero se Mr. Shah davvero fino a oggi non sapeva nulla del Fuhrer, una volta al corrente della storia avrebbe potuto (almeno) accettare la richiesta della comunità ebraica della città di cambiare nome e insegna al suo locale, anziché rispondere cinicamente come ha fatto: "Abbiamo speso 40 mila rupie per l'insegna (572 euro) e altre 2.000 per i biglietti da visita e l'attività promozionale. Abbiamo finito i soldi: cambieremo nome se avremo un indennizzo".

Del resto, spiega ancora l'imprenditore, mentre facevano i lavori per sistemare il locale, è stato esposto per settimane un cartello che avvisava della prossima apertura del negozio Hitler e nessuno ha detto nulla o avanzato proteste, chiedendo loro di modificare l'insegna. Infine, Shah ha ribadito che non c'è alcun intento polemico nè provocatorio nella decisione di chiamare così il negozio, ma che si tratta di un omaggio al nonno del socio, soprannominato Hitler per il suo carattere 'severo'.

Cattivo gusto a parte nell'affibbiare i nomignoli, un membro della comunità ebraica locale ha comunque smentito questa versione, affermando che i due titolari hanno ricercato lo stile del dittatore "dal vestito ai gemelli" e che alla sua richiesta di rivedere il progetto, Shah e il socio hanno affermato che "il nome ha portato un buon business fin dal suo lancio".

Sconcerto per l'operazione e una ferma condanna sono stati espressi anche da un membro dell'organizzazione Amici di Israele, Nikitin Contractor, che ha dichiarato: "Nel paese di Mahatma Gandhi e della non-violenza, come può qualcuno celebrare una persona come Hitler, conosciuto per aver ucciso milioni di comuni civili inermi?".

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