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Checco Zalone Vs Cetto La Qualunque, stili trash a confronto

Tamarro, coatto e, in forme più gergali, tarro, zarro, zamone, oppure ancora gabibbo (utilizzato nelle zone liguri), zambro e truzzo (in Puglia). Usate il termine che preferite, ma il prototipo a cui ci riferiamo è chiaro a tutti: l’uomo rozzo, cafone, spesso non acculturato, che vede nei soldi, nel sesso e nelle donne gli obiettivi tanto bramati da raggiungere. E se ci fermiamo a riflettere (per la verità forse basta meno di un secondo), sembra uno spaccato piuttosto presente e veritiero del paese in cui viviamo.

Scopri lo stile trash di Cetto La Qualunque e Checco Zalone

E cosa resta a questa povera Italia se non l’ironia per svicolare da un sentiero ridicolo nel quale siamo rimasti impantanati? È proprio questa la chiave (giustissima) che i comici utilizzano per sdrammatizzare e lanciare messaggi al pubblico. In questo periodo i massimi rappresentanti di questa categoria sono Checco Zalone, all’anagrafe Pasquale Luca Medici, e Antonio Albanese, in arte Cetto La Qualunque, personaggio davvero imbarazzante e terribile. Il suo politico corrotto, a capo del 'Partito du pilu', ha sbancato i botteghini e andrà addirittura al Festival di Berlino (entusiasmo anche su Facebook dove campeggia la frase 'U pilu sopra Berlino').

La crudeltà (ovviamente voluta e amplificata) di fondo che permea la pellicola e il rapporto con il figlio Melo rappresentano in modo grottesco il puzzle trash che tv e politica quotidianamente ci propinano: 'la tua ragazza non va bene. Non ha tette e anche di culo è scarsa' - dice il padre al figlio, oppure - 'E poi ti ho visto in paese. Avevi il casco. Non va bene. Potrebbero pensare che sei timido.' Gag esilaranti che servono ad Albanese e anche a tutti noi per prendere le distanze in modo ironico da una realtà orrenda, ma vera (putroppo): 'Io mi vergogno di Cetto, e l’idea nasce da un sentimento profondo verso la Calabria, terra meravigliosa, e dalla condanna di un certo tipo di politica, che da decenni violenta un territorio. Da spettatore volevo rendere ridicolo tutto questo', commenta Albanese.

È un film di denuncia dall’inizio alla fine, Cetto promette un tunnel sullo Stretto, perché 'un buco mette sempre tutti d’accordo'. Ma come è nato questo personaggio surreale? Meticolosità assoluta per i dettagli. Cetto è nato otto anni fa, originariamente per il teatro, e la sua personalità è stata delineata partendo proprio dagli abiti, con l’aiuto di un esperto e visionario costumista: una nutria in testa e colori sgargianti come i pavoni, fashionisticamente spaventoso in un mix di cattivo gusto e kitsch che trionfa con pelli di ogni tipo di animale marino o terrestre, piume e oro a volontà.

Anche in casa primeggiano suppellettili improbabili, porcellane e 6 jacuzzi. Il mezzo di trasporto? L’Hummer sempre e 'comunquemente'. 'Una volta – commenta il comico - ho incontrato un tizio al parcheggio con questa specie di macchinone e gli ho chiesto: 'Ma perché l’hai comprato?' E lui: 'Se fai un incidente, si fanno male gli altri, tu non ti fai niente'. Spaventoso. È esattamente quello che avrebbe detto Cetto La Qualunque, un uomo ignorante intimorito dalle persone intelligenti'. Comunquemente siamo in Italia e questo è il quadro: 'I have no dream but i like the pilu'. Sintesi: Non ho aspirazioni, l’unica cosa che mi fa andare avanti sono il sesso e le donne.

E poi, torniamo a lui, Checco Zalone, nome preso in prestito dall’espressione barese 'che cozzalone', ovvero 'tamarro', rappresenta, appunto, l’altro personaggio simpaticamente cafone, ma solo sullo schermo s’intende, perché il bravissimo Pasquale Luca Medici è laureato in giurisprudenza e, per la fortuna di noi tutti, ha deciso di dedicarsi all’arte comica invece di perdersi tra processi e cause. Quando appare sullo schermo strappa sorrisi con il solo sguardo; occhio pallato e vispo e capello (?) rasato. Gli abiti di scena, molto semplici, prevedono soprattutto jeans, sneakers e t-shirt, moltissime t-shirt e canotte soprattutto rosa e, per le 'occasioni migliori', una fantastica giacca leopardata. Checco come Cetto, due personaggi diversi eppure così simili. Ma secondo voi rappresentano la nuova realtà italiana, o la deformano sino all’eccesso?

(Foto © Medusa, Antonio Albanese)

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