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Bono e Diesel insieme per l'Africa con una collezione denim

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Lo scorso 16 novembre all'Hotel Cavalieri di Roma si è tenuta la conferenza dell'International Herald Tribune sull'Africa. Un evento di risonanza mondiale alla quale ha partecipato in qualità di special guest oltre che relatore Bono, accompagnato dalla moglie Ali Hewson. Nulla di strano, dal momento che i due dal 2005 sono impegnati a rilanciare l'attività produttiva ed economica del continente con la loro azienda fashion EDUN, ma quando sul palco è salito Renzo Rosso, patron di Diesel, la sala ha cominciato a rumoreggiare: che cosa poteva significare la sua presenza?

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Il frontman degli U2 ha tenuto la platea per un po' sulla graticola e poi si è deciso a svelare il mistero, introducendo l'ospite a sorpresa: "Alla mia destra c'è un mio eroe per il lavoro che sta facendo per combattere la povertà", ha esordito Bono, riferendosi al progetto Only the Brave in Dioro, che Rosso sta portando avanti in Mali, e quindi ha spiegato la presenza del fondatore del brand italiano annunciando il lancio di una collezione denim EDUN+Diesel realizzata con cotone proveniente dall'Africa.

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"A febbraio arriverà finalmente nei negozi la nuova collezione realizzata in collaborazione tra Diesel e EDUN, un progetto al quale teniamo tantissimo" ha detto il cantante, cui ha fatto eco Rosso: "Sono felice che sia successo. Era tanto tempo che cercavamo di collaborare, ora ci siamo riusciti". Il patron di Diesel ha quindi ribadito che si tratta di un progetto "reale, vero" con "una giusta campagna pubblicitaria, una produzione seria", concludendo: "Siamo di fronte a una rivoluzione, non si tratta solo di beneficenza. Questo pensiamo sia il cambiamento più importante da adottare verso l'Africa".

Un'idea condivisa da Bono non solo a parole - "smettetela di pensare all'Africa con un atteggiamento pietoso. E' il futuro, di più: è uno dei posti più sexy del mondo, probabilmente il più romantico" - ma soprattutto nei fatti, con il marchio fashion EDUN, che si propone di "portare un cambiamento positivo in Africa attraverso le sue relazioni commerciali con il continente". L'azienda dei coniugi Bono, infatti, è fortemente radicata sul territorio africano, dove ha i propri stabilimenti di produzione e dove nel 2008 ha istituito il Conservation Cotton Initiative Uganda (CCIU), un organismo che si propone di rilanciare l'economia di una delle zone più povere del paese attraverso la coltivazione del cotone, incentivata con formazione e assistenza ai contadini locali.

Ma non solo. Nel 2009 il Gruppo LVMH ha acquistato il 49% del brand, iniziando a tutti gli effetti un processo di 'colonizzazione' (nell'accezione positiva del temine) del continente africano che ha come obiettivo quello di rilanciarne l'economia partendo dal fashion: "Devo dire che Bernard Arnault e il Gruppo LVMH hanno fatto molto per questa causa", ha confermato Bono in conferenza stampa, concludendo con una promessa: "Ora il nostro obiettivo è di rendere più grande, più proficuo il marchio EDUN. Io e mia moglie non vogliamo che sia solo un capriccio, una piccola iniziativa di beneficenza. Dobbiamo trovare un equilibrio tra virtù e desiderio".

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