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Vela, che passione

La vela si distingue dagli altri sport velici perché esige l'uso di imbarcazioni preferibilmente di dimensioni ridotte, come nel caso delle tavole a vela, o grandi, come nel caso delle competizioni fra maxi-yacht o multiscafi. Le barche ricevono la loro propulsione unicamente da una o più vele, manovrate manualmente dall'equipaggio. Stiamo parlando di una disciplina molto antica, se consideriamo che già lo storico greco Pausianas narra di una competizione velica organizzata nel II secolo a.C. in onore di Dionysus Melanaigidos, presso il Tempio di Afrodite.

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Nella storia più recente, la vela veniva associata principalmente alla lotta contro la pirateria marina. Nel Secolo XVII le rotte delle Indie Orientali, dell'Africa e delle Americhe erano infestate dai pirati. Fra le principali aree delle scorrerie piratesche c'erano i navigli olandesi, zona in cui venivano spostate merci preziose fra l'Olanda e le proprie colonie. Per rispondere a queste minacce gli olandesi costruirono dei velieri agili e rapidi chiamati jachtschip che avevano il compito di inseguire e catturare i vascelli pirata. Risultando estremamente divertenti da condurre, queste imbarcazioni furono poi usate anche a fini sportivi. Solo a metà del Secolo XVII, il re Carlo II, nel corso del suo esilio in Olanda, scoprì gli jachtschip e ne portò con sé un esemplare in Inghilterra, favorendo così la diffusione dello sport della vela in tutto l'Impero Britannico.

Nel frattempo la parola di origine olandese 'jacht' fu anglicizzata in 'yacht', termine largamente diffuso per indicare le imbarcazioni a vela. La prima competizione velica di flotta dell'era moderna fu la Cumberland Regatta, inaugurata nel 1715, che si tiene ancora oggi. La prima competizione internazionale fu, nel 1851, la famosa Coppa delle Cento Ghinee, più nota come Coppa America. La decade 1870-1880 venne in ogni caso considerata come la prima 'età felice' per la vela sportiva, sia per il numero di nuove imbarcazioni costruite e la raffinatezza delle soluzioni tecniche adottate, sia per l'incredibile numero di competizioni che si svolsero in quegli anni.

Lo sport velico acquisì nel frattempo status di sport olimpico, venendo introdotto ai Giochi di Parigi del 1900, cui parteciparono concorrenti raggruppati in tre classi veliche. L'International Yacht Racing Union rimase quindi la massima autorità internazionale per l'organizzazione e la regolamentazione di competizioni veliche internazionali fino all'agosto 1996. Ravvisando la necessità di far sì che la vela sportiva non sia percepita come un ricco sport elitario, il nome venne mutato in Federazione Internazionale della Vela, o International Sailing Federation. L'ISAF conta oggi 115 paesi membri, ed è riconosciuta dal Comitato Olimpico Internazionale a rappresentare, a livello olimpico, lo sport della vela. Dopo il lungo excursus storico su questa affascinante disciplina, non meno trascurabile è l’argomento abbigliamento, tecnico s’intende e, leadear in questo settore, è, senza dubbio, Dubarry.

Il brand irlandese, proprio grazie alla vicinanza all'Atlantico, ha una grande esperienza marina che viene applicata nella realizzazione dei prdotti; caratterizzati dall’elevata qualità delle materie prime, design all'avanguardia e straordinaria resistenza alle condizioni estreme. Una combinazione vincente di materiali tecnici con il 6% di spandex per ottimizzare l’elasticità, e design di tendenza; tutti gli indumenti garantiscono protezione dalla pioggia e dai raggi ultravioletti spf40, sono traspiranti, impermeabili e freschi. Ogni giacca, gilet, t-shirt, short e pantalone è stato creato per garantire il massimo del comfort e dello style. Inoltre, tutti i capi sono trattati con un sistema antimicrobo, un trattamento che previene la formazione di odori e batteri. Anche le calzature Dubarry sono conosciute in tutto il mondo: scarpe e stivali, disponibili in numerosi modelli e variazioni per soddisfare tute le esigenze.

Un'altra azienda leader, sinonimo di vela e mare, è la Murphy&Nye. Nata nel 1933 come veleria specializzata in vele da diporto, negli anni Sessanta inizia a specializzarsi anche nell'abbigliamento, tenendo conto delle esigenze di robustezza e funzionalità richieste. I capi venivano realizzati artigianalmente con le medesime tecniche e gli stessi materiali utilizzati per le vele. L'enorme successo riscosso da questi capi diede vita alla linea di abbigliamento Murphy&Nye Sailwear ed il capo storico, il pantalone in robusto cotone Reps, fu battezzato 'Newport', dal nome della località in cui si svolgeva la regata più antica ed importante del mondo, la prestigiosa America's Cup. Dagli anni Novanta il brand ha iniziato un programma di ricerca che ha permesso di realizzare capi che hanno rivoluzionato i canoni classici dell'abbigliamento, aprendo la strada al nuovo concetto di Sailwear: capi leggeri, versatili ed ergonomici, in grado di assicurare impermeabilità ed isolamento termico in ogni condizione atmosferica, anche la più estrema.

(Foto © Dubarry, Murphy&Nye)

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